6 settembre, 2010
A volte la vita offline ti prende più di quella online, a volte sai che l’importante è la sostanza e non la forma, ma non puoi fare a meno di giocare col contenitore invece che impegnarti nel contenuto, a volte – anzi spesso – le persone che leggi e di cui ti fidi dicono tutto, o quasi, prima di te e tu non puoi fare che dare loro un “like” e finirla lì. Poi, nella tua battaglia con la Bahlsen, che va avanti da anni, ti si libera l’indirizzo leibniz.me e allora decidi che è ora di viaggiare leggero e te ne vai di là. Vi aspetto.
06:39 •
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4 settembre, 2010
Precariato è una parola che in Italia viene usata molto a sproposito. Solo che, il più delle volte, anche se è sbagliato, non sta bene farlo notare. Il perché di quest’ultima cosa lo capite da soli, il perché della prima lo spiega benissimo Michele Boldrin. Leggetelo tutto. [noisefromamerika]
10:28 •
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30 agosto, 2010
21:59 •
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29 agosto, 2010
21:59 •
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28 agosto, 2010
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27 agosto, 2010
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25 agosto, 2010
21:59 •
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24 agosto, 2010
21:59 •
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19 agosto, 2010
21:59 •
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Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci.
E, purtroppo, il pensiero corre agli eventi passati, all’editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? Non c’è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore.
Si potrebbero dire tante, oggi, cose sul mea culpa di Filippo Rossi su Farefuturo ecc…, ma al momento me ne viene in mente una sola: fa un po’ tenerezza che tutta questa sofferta analisi politica nasca da quel cavolo di appartamento a Montecarlo.
[Farefuturo webmagazine]
11:15 •
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