mar
29
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Iraqui Freedom: the boys are back in town/9
Alla fine ne hanno presi sette, tutti giornalisti, tutti italiani. Sulla guerra degli affari spinge il comitato per il boicottaggio della Francia, cui ieri aveva risposto il Figaro . L’ex capopopolo austriaco Haider invece si siede vicino al caminetto e racconta come gli è sembrato Saddam visto da vicino (in fondo ci ha scritto anche un libro):
Mi fu offerto un bel sigaro Cohiba . Da non fumatore convinto, dapprima rifiutai ringraziando, reazione che provocò il riso del mio interlocutore. Perché, così mi disse Saddam Hussein, dovevo sapere che proprio per questo veniva definito un dittatore, perché aveva obbligato tutti i ministri del suo governo senza eccezione a fumare sigari. Capii l’antifona, presi un sigaro e ne fumai una parte per l’intera ora e mezza che durò il colloquio.
La Stampa – Le Figaro – Il Corriere della Sera
mar
28
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La verità su maionese e ketchup
L’ottimo Filippo Facci, l’austro-ungarico, oggi sul Giornale era alle prese con le due salse del mondo globalizzato. Però ha sbagliato quando ha scritto che John Travolta in Pulp Fiction diceva: « Ma lo sai con che cosa mangiano le patatine a Parigi? Con la maionese». Travolta, alias Vincent Vega, raccontava a Samuel L. Jackson, alias Jules Winnfield, del suo viaggio ad Amsterdam (in fondo interpretava un gangster eroinomane). Segue copione in lingua originale del film:
VINCENT: But you know what they put on french fries in Holland instead of ketchup?
JULES: What?
VINCENT: Mayonnaise.
JULES: Goddamn!
VINCENT: I seen ‘em do it. And I don’t mean a little bit on the side of the plate, they fuckin’ drown ‘em in it.
JULES: Uuccch!
Godamongdirectors – Il Giornale
mar
28
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Benigni sconfitto piace ai francesi
In trenta righe Le Point sbeffeggia Benigni nei panni di Pinocchio (e c’è anche qualcosa per Berlusconi nei panni della Medusa, che distribuiva il film).
Le Point
mar
28
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Scrittori contro la guerra
La sua espressione «terza via» (poi abbandonata in silenzio) è a questo proposito esemplare: una formuletta orecchiabile come uno slogan pubblicitario, che nascondeva una quantità di ambiguità e di contraddittorie indicazioni economiche e sociali. Nessuno in Gran Bretagna ha mai veramente capito che cosa volesse dire.
E c’è Zadie Smith (della quale Leibniz aveva parlato una decina di giorni fa), intervistata da Luca Sofri per il Venerdì di Repubblica:
Penso che la guerra sia immorale e illegale. Penso che il mio paese e l’America stiano sbagliando se pensano di combattere così il terrorismo. I terroristi sono a Londra, Francoforte e Detroit, e la loro radicalizzazione cresce di fronte a questa politica estera americana. Io ci sono cresciuta con questi ragazzi – afgani, iraniani, pakistani – e tutte le loro paure e il loro risentimento contro l’America vengono esaltati da questo intervento.
Il Corriere della Sera – Bol – Il Venerdì/Wittgenstein
mar
28
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Iraqui Freedom: the boys are back in town/8
La guerra è tante cose. C’è il sergente Horgan (quello che ce l’ha fatta) e il sergente Roberts (quello che non ce l’ha fatta). A colpire forse sono quelli come lui: pare che un sondaggio dica che gli americani preferiscono più bombardamenti , anche al costo di colpire civili iracheni, piuttosto che una guerra educata che mette a repentaglio le vite americane. Non solo, il NY Post, ci informa anche che in una base irachena di Nasiriyah è stato trovato un dipinto raffigurante gli attentati dell’11 settembre. Intanto l’ispettore Onu Hans Blix usa un giro di parole (« Even though I was reporting on some improvements and some positive features, I think that they were moving towards the other conclusion»), per dire che gli Usa la guerra l’avrebbero fatta lo stesso.
La Stampa – NY Post – The Guardian
mar
27
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Il filosofo-guerriero calabrese
Oggi Leibniz cita quasi solo un quotidiano e se ne duole. Ma questa frase di Agostino Saccà (a prescindere, uno bravo), ormai ex direttore generale Rai, va riportata:
«Appartengo alla categoria dei filosofi-guerrieri. Nell’antichità greca ce n’erano e anche in Cina i taoisti erano filosofi-guerrieri. E poi ho il mare bellissimo della mia Calabria, ho gli ulivi di casa mia e ho tanti libri da leggere e tanti da scrivere».
Il Corriere della Sera