Archive for dicembre, 2003
Ci sono cose in ques…
Ci sono cose in questo mondo che non cambieranno mai.
Altre invece cambiano.
Questo per dire che dopo 10 memorabili mesi Leibniz lascia Splinder per cambiare indirizzo:
Leibniz spera avrete la pazienza di seguirlo anche lì. Comunque fino a sabato questo blog continuerà a funzionare in parallelo con l’altro. Grazie.
Perché al-Qaeda sta …
Perché al-Qaeda sta vincendo
L’opinione è di Correlli Burnett : secondo lui le campagne in Afghantistan e in Iraq non hanno indebolito i terroristi.
The truth is that the occupations of Afghanistan and Iraq serve as bitter object-lessons in how not to conduct an anti-terrorist campaign. Washington must recognise that combating terrorists is essentially a job for special forces like the SAS, for the police or gendarmerie (or troops trained in a gendarmerie role) and, above all, for good intelligence (meaning, at best, spies inside al-Qa’eda cells) — and not a job for heavy-weight hi-tech firepower.
Spectator
Caro Lawrence, Caro …
Caro Lawrence, Caro James
Dialogo a distanza sull’Iraq tra Lawrence F. Kaplan e James Phillips. Un forum in progress.
The New Republic
Adesso vi spiego che…
Adesso vi spiego che è successo
Michael Ignatieff , intervistato da L’Express, racconta la sconfitta politica dell’Europa in Iraq, critica il non interventismo francese e dice che bisognerà restare in Mesopotamia tutto il tempo necessario:
En Bosnie, au Kosovo, en Afghanistan, dans ces zones ravagées par la guerre, nous sommes en train d’inventer un substitut au pouvoir impérial d’antan. Mais comment respecter l’autodétermination de ces peuples tout en pratiquant un usage impérial de la force? La solution, c’est de ne rester que le temps de mettre en place des structures de gouvernement. Cependant, quand on voit, comme je l’ai vu dans les Balkans, que ces peuples sont trop primitifs, trop traumatisés pour exercer leur droit à l’autodétermination, je crois qu’on doit rester longtemps. En Irak, ce problème se pose, et de manière plus aiguë, au sein d’un monde arabe et musulman, dans un pays divisé entre sunnites, chiites, Kurdes, Arabes…
L’Express
Il guano di sfida<
Il guano di sfida
In un concorso per trovare un’opera d’arte da esporre in Trafalgar Square a Londra, uno dei partecipanti ha proposto una Ford Fiesta rossa ricoperta di finto guano. L’opera si chiama " This one is for the pigeons " (Oi! Pigeons, over here!).
Ananova
Achille e la tartaru…
Achille e la tartaruga version 2.0
Ovvero: in una gara di velocità arriva prima una Ferrari da Formula Uno o un caccia dell’Aeronautica itaiana? Ieri il caccia ha vinto 2-1.
Ansa
I gufi non sono prop…
I gufi non sono proprio quello che sembrano
E così David Lynch , padre di Twin Peaks e ultimamente di Mullholland Drive, espone la sua cupa visione del mondo. Ma sta anche aiutando un guru indiano a costruire un’università della pace.
Guardian
Dalla cinepresa alla…
Dalla cinepresa alla penna
Zoetrope, la rivista di short stories finanziata da Francis Ford Coppola, dedica un numero alle storie scritte da gente del cinema (per lo più registi). Così ecco Coppola alle prese con Pinocchio, ma anche Neil Jordan e Abbas Kiarostami .
Zoetrope
La triste storia di …
La triste storia di Jonah
Giuda Maccablog riassume per i non addetti ai lavori le vicende di Jonah Lomu , poderoso talento del rugby neozelandese, ed atleta simbolo della palla ovale tutta (era quello che nella pubblicità dell’Adidas prendeva a spallate un furgone pur di riportare in acqua un pesce).
GiudaMaccablog

The truth is that the occupations of Afghanistan and Iraq serve as bitter object-lessons in how not to conduct an anti-terrorist campaign. Washington must recognise that combating terrorists is essentially a job for special forces like the SAS, for the police or gendarmerie (or troops trained in a gendarmerie role) and, above all, for good intelligence (meaning, at best, spies inside al-Qa’eda cells) — and not a job for heavy-weight hi-tech firepower.

