Archive for marzo, 2004

Come Sanremo (pt. 3)

C’è solo un festival. Nando Dalla Chiesa, prmotore del contro-Festival di Mantova su Repubblica di ieri: “Il mondo della musica vede questo festival di Mantova con curiosità, come un’occasione. Il fatto che ci venga Iva Zanicchi è indicativo”. Aldo Busi, ospite mantovano, che ieri mattina invitava la sinistra a non disertare Sanremo: “Poiché non è proprio possibile per me accettare la demagogia di fondo che fa sì che sia possibile accostare il mio riverito, insigne, disinteressato, spassionato, immacolato nome a quello di Iva Zanicchi, rendo noto che ritiro la mia partecipazione al controfestival, contro ormai si fa per dire, di Mantova”. “E’ come se ci fossero Sgarbi o Dell’Utri”, ha aggiunto. E così si perderà il luogo dove – secondo l’Unità di oggi – “un’altra musica è possibile”. Aldo Grasso:

doveva essere il festival della grande svolta e del rinnovamento, la saga di Tony Soprano, «l’amico di Berlusconi», l’Antonio Gramsci della musica leggera, il genio della direzione artistica, secondo un noto settimanale. Certo, c’è più artisticità a Sanremo che nella lagna mantovana del festival alternativo, ma la cosa sembra finire lì. La tv è di chi ci mette la faccia, non di chi sta dietro le quinte.

Un altro festival è possibile? Sì, basta scaricarsi gli mp3 del momento su Bottomfioc: Pandemonium (Tu fai schifo sempre, 1979), Mela Lo Cicero (Dammi le mani, 1980), Gloria Nuti (Bastardo, 1989) e altri capolavori trash ora dimenticati. A Leibniz il Cirque du Soleil è piaciuto molto (e non solo a lui).
Ilte – Corriere della Sera – Bottomfioc – Cirque du Soleil (+ Repubblica e Unità, non online)

The big sweep

Kerry vince il super-martedì e intasca la nomination democratica. Nei commenti del Times editoriale e William Safire concordano: ora la smetta di copiare i suoi avversari e ci faccia capire quel’è la sua vera politica.
NY Times

Non toglierei una vigola

La scrittura assomiglia più ad un arco che ad una serie di parole incatenate e la punteggiatura ne regola la tensione. Tre pagine su Repubblica per celebrare i 500 anni della virgola.
Repubblica (non online)

Come Sanremo (pt. 2)

Vestiti. Tony Renis si è presentato alla conferenza stampa di presentazione in doppiopetto bianco e cravatta nera: “Ti sei vestito come Hannibal Lecter“, gli ha detto la Ventura. Gene Gnocchi si vestirà “come il ministro Castelli, sempre lievemente inadeguato rispetto all’evento”. La Ventura promette jeans stracciati e vestiti che sembrano stelle comete. Maurizio Crozza vestirà i panni di Elton John e interpreterà una parodia dello stesso Renis, ovvero Frankie Minchia. Fegiz sulla scenografia:

…quel che colpisce di più è la scomparsa del colore rosso nei tendaggi che rendeva così riconoscibile il teatro Ariston in televisione. Il nero luccicante arriva dappertutto, platea e galleria. Sono state risparmiate soltanto le poltrone che sono rimaste rosse.

Ieri a Sanremo è anche arrivato Roberto Ruggero, avvocato di Renis, a bordo di una Jaguar nera serie III sovereign, battezzata «Regina Vittoria»: “Ai nemici di Tony – ha detto – farò fare la fine di Rutelli”. Per annusare l’atmosfera leggere il pezzo di Aldo Cazzullo (“Selvaggia, nomen omen, Lucarelli con sobri stivali al ginocchio è qui in quota intellettuali”):

Sanremo è Sodoma e Gomorra ricostruite nella pensione Miramare, un frammento di Las Vegas innestato sull’Italia screpolata degli Anni Cinquanta.

Oggi si comincia.
Ansa – Selvaggia – Corriere della Sera

La discesa della nuova classe creativa

In alcune città americane gli amministratori hanno tentato di applicare il modello teorizzato da Richard Florida. Questi sosteneva che fossero le “nuove classi creative” a generare consumo nei distretti più vivi sotto il punto di vista culturale. Ora arrivano le prime critiche.
Bol – Boston H.

In the name of the daughter

Leibniz aveva già raccontato del ristorante arabo che aveva promesso 2 mila dollari a chi avrebbe trovato un nome appropriato per il locale (furono presentate 13 mila proposte). Ora a New York si trovano cartelli che promettono ricompense purché si trovi un nome per il proprio nascituro.
L* – New Yorkish

Altromondo

Una serie di foto in bianco e nero scattate lungo la linea immaginaria e continua dell’Equatore.
Time

Come Sanremo (pt.1)

Ci siamo. Il Festival non è ancora cominciato e Il Messaggero già si fa il suo bel sondaggio per dire che solo pochissimi italiani lo vedranno. Il Riformista intanto fa le giuste proporzioni: se Berlusconi andasse a Sanremo andrebbe con Apicella, quindi se dovesse andarci Mario Segni non potrebbe che scegliere i Jalisse. Renis intanto viene intervistato da Cesare G. Romana sul Giornale.
Il Messaggero – Il Riformista – Dagospia - Il Giornale

In Patagonia (e non solo…)

In un piccolo villaggio delle terre che tanto affascinarono Chatwin (e non solo…) restano appena sei persone capaci di parlare il Kawesqar, una lingua parlata in quelle terre sin dalla notte dei tempi. Quello della sparizione delle lingue è un problema quantomai attuale:

Linguists now estimate that half of the more than 6,000 languages currently spoken in the world will become extinct by the end of this century.

NY Times Magazine

L’Italia chiamò

Impegni per il 6 marzo?
Yahoo