Archive for giugno, 2004

Ma di che Europa parlano?

«Del voto europeo (13 giugno) sono stati sottolineati la diserzione delle urne, la crescita degli antieuropei, il prevalere dei motivi nazionali. Del trattato costituzionale (18 giugno) è stato detto che non è una Costituzione». Tommaso Padoa-Schioppa sull’Europa.

Deve preoccupare che oltre metà degli elettori sia stata a casa, che in Gran Bretagna quasi il 17% abbia chiesto l’uscita dall’Unione, che nei dieci nuovi Paesi la diserzione abbia toccato l’80%. Allo stesso modo, deve inquietarci che, a differenza di tutte le Costituzioni del mondo, quella dell’Europa preveda l’unanimità per decidere nei campi in cui pur si afferma competente. Nemmeno la nuova Costituzione, se già in vigore, avrebbe dato agli europei (divisi tra loro, si badi, non più dei britannici o degl’italiani) una politica comune sulla questione irachena. Si tradiscono i fatti ignorando che – dopo secoli di predominio nel mondo – a noi europei mancano oggi ordinamenti politici, capacità di decidere e risorse comuni anche solo per avere influenza oltre la porta di casa: perciò la nostra cultura e la nostra stessa sopravvivenza sono in pericolo. La retorica non ferma il declino. Altro che criticare l’America: dobbiamo vedere i nostri limiti e capire l’ostacolo che ancora ci separa da una compiuta unione politica.

Corriere della Sera

L’Estate Romana nel feed aggregator

Mentre Leibniz si accorge solo ora che è uscita la nuova versione di FeedEater, segnala che l’Estate Romana ha messo su anche una pagina di feed Rss per seguire giorno per giorno le attività. Unico neo, il flusso non è stato compilato in maniera adeguata: così magari si sa che c’è il jazz a Villa Celimontana ma non si sa chi suona.
Babisoft – Estate Romana

Mejo lama che ‘nfami!

Lo sputo di Totti diventa una maglietta, anzi di più. Tra gli slogan: «Biscotto svedese, sputo italiano», «Bye bye scandis» e il modello intellettuale «C’è del marcio in Danimarca».
Anfami.splinder.it

Quando Gaspar Torriero zittì Jeremy Rifkin

Altro che «Era dell’accesso». Gaspar crede che il P2P sarà fortemente ridimensionato dalla disponibilità e dalla potenza delle risorse disponibili in rete. L’esempio è quello delle web-radio on demand come Launch-Cast, delle quali scrive bene anche Wired. Ma torniamo a Gaspar, che forse ha ragione:

Pensa per un attimo di essere attorniato da una connessione internet veloce e continua, presente sul tuo computer ma anche su tutti i tuoi attrezzi portatili. Ecco, adesso levati quell’espressione di godimento beota dalla faccia e dimmi: che bisogno hai di “scaricare” musica quando puoi accedere a più musica da internet più velocemente di quanto faresti dal tuo disco rigido? Non fai già così con Gmail?

G. Torriero – Wired

Blog che vanno, blog che vengono

Mentre Giavasan si prende una pausa indefinita (Noooo!) e Slate apre un blog dedicato a Tv&Costume (Surfergirl), Cavedoni e Valdemarin aprono Biz, il blog che spiega come usare i blog in casi aziendali. Ecco parte del dialogo dal quale è nato il weblog:

Antonio Cavedoni: mi piacerebbe che ci fosse un posto in italiano per parlare del rapporto blog-aziende
A.C. : in particolar modo, per capire come spingere le aziende piccole e medie a capire il mezzo
Paolo Valdemarin: Sarebbe cosa buona e giusta. Apriamo un blog?

Giavasan – Slate – Biz – Valdemarin

Prima che potessimo dire Zap

Il passaggio di poteri in Iraq c’è stato prima del 30 giugno. In un articolo sul Post il primo ministro Ayad Allawi descrive le quattro priorità del suo governo: sicurezza, situazione economica, giudiziario indipendente, accelerazione della marcia verso la democrazia. Qui un passaggio fondamentale sulla riconciliazione e sulla “so-called resistance”.

The government will make a clear distinction between those Iraqis who have acted against the occupation out of a sense of desperation and those foreign terrorist fundamentalists and criminals whose sole objective is to kill and maim innocent people and to see Iraq fail. Our objective will be to reach out to the former group in a national reconciliation effort and invite them to join us in a fresh start to build our country’s future together, while at the same time isolating and defeating the latter group. In this regard we are drawing up plans to provide amnesty to Iraqis who supported the so-called resistance without committing crimes, while isolating the hard-core elements of terrorists and criminals and undercutting their base of support.

Ansa – Washington Post

Corsi e ricorsi storici

Su Foreign Policy c’è online un saggio di John B. Judis dove vengono ripercorsi i casi in cui gli Usa invasero in un modo o nell’altro un paese straniero per condividere con esso l’amore per la democrazia. Dal Messico alla Filippine di errori ne sono stati commessi e - scrive il saggista – anche questa amministrazione alle prese con l’Iraq ha dimenticato la lezione della storia.
(Leibniz questo saggio non lo ha letto)
FPolicy

Dopo Brad Mehldau

Anche l’orchestra percussionistica dell’Università del Massachussets ha fatto una cover di Paranoid Android dei Radiohead. Si può scaricare l’mp3 da questo link.
BoingBoing – UMass

La politica estera non è teologia

«La spedizione in Iraq può ancora essere un successo». Lo scrive Fareed Zakaria, direttore di Newsweek, sul New Republic. Zak analizza costi e benefici di questo ed altri interventi, mette in fila gli errori dell’amministrazione americana, ma non si esime dal mettere nero su bianco un profondo credo dell’America liberale:

Most of the world’s problems – from aids to the Israeli-Palestinian issue – would be better served with more American intervention, not less. But, because of the blunders in Iraq, it is possible that most of the world, and far too many Americans, will draw the wrong lesson on this final point as well.

N. Republic

Cosa fare con dei toast bruciati

In «Oceano Mare» di Alessandro Baricco un personaggio provava a dipingere il mare con l’acqua di mare. Oggigiorno invece meglio tentare l’impresa di un mosaico che raffiguri un tostapane utilizzando…. dei toast.
Fa-art