Nei migliori cinema
Ma se i film di Hollywood incassano il 14,2% dai biglietti venduti in sala e il resto dai diritti ceduti per riproduzione e trasmissione, vuol dire che i film che non finiscono nemmeno su dvd non guadagnano proprio nulla?
Ma se i film di Hollywood incassano il 14,2% dai biglietti venduti in sala e il resto dai diritti ceduti per riproduzione e trasmissione, vuol dire che i film che non finiscono nemmeno su dvd non guadagnano proprio nulla?
Sul Village Voice un dubbio niente male: ma se il giornalismo tradizionale dovesse morire domani, da dove prenderebbero le notizie i così detti new media?
Come si fa a scoprire uno che mente e come si fa guardandolo solo negli occhi.
A volte si parla di social software e non si sa bene a cosa serva. Invece ecco qui che Giuseppe ha utilizzato Frappr! (una sorta di estensione di Google Maps) per segnalare i ristoranti preferiti dai blogger italiani. Buon esempio di collaborazione (un po’ come quando qualche attento e stimato lettore ti fa notare le castronerie che scrivi sul blog dandoti l’occasione di sbianchettare).
Un tempo c’era ad Avanzi un personaggio interpretato da Antonello Fassari, un militante comunista finito in coma che si risvegliava dopo il crollo dell’Urss e l’unica cosa che lo legava al presente era l’esistenza dei Pooh. Tutto questo per dire che nei momenti di nostalgia fa piacere prendere in mano la Pravda e leggere un articolo titolato: “La Russia deve ridurre al minimo la presenza statunitense nell’Asia Centrale“.
C’è questa Tracey Emin, artista londinese di discreto successo (ricama, disegna, scrive…) conosciuta anche alle masse per aver esposto un’opera che consisteva nel suo letto con tutte le cose che ci si erano accumulate attorno. Ora è a New York con una mostra. Questa che segue invece è una sorta di suo manifesto.
Mi muovo in fretta, sempre più sicura di me. La vita è fatta di avvenimenti molto semplici che possono trasformarsi in catastrofi. Tutti si innamorano, tutti si sentono soli, hanno paura, scopano e muoiono. Facciamo tutti le stesse cose, le conosciamo bene ormai, eppure nessuno ne parla. È come se ci fosse una patina di educazione che ricopre ogni cosa, anche l’arte. Così i quadri restano oggetti puliti, dedicati a una classe privilegiata e altamente sofisticata.
Come rilanciare il piccolo commercio italiano dall’invasione dei prodotti cinesi? Così.
Cinquanta cose stupide da fare durante un esame. Magari a qualcuno è anche utile.
I vari Alain Finkielkraut, Marcel Gauchet, Luc Ferry, Régis Debray e André Glucksmann hanno aperto la strada. La Francia scopre la sua “ondata iconoclasta” (scrive il De Mauro: chi critica le convenzioni sociali e le combatte con aggressiva irriverenza), contro la noia del politicamente corretto e del pensiero unico di stampo sessantottino.
Da alcuni giorni la storia americana del momento è quella di Peter Braunstein, una specie di giornalista psicotico newyorkese che avrebbe anche violentato una ex collega per tredici ore di fila, travestito da pompiere (ha un’attenuante: era Halloween). Sembra si tratti di un uomo letteralmente rovinato dal mondo delle fashion-victim e con un’insana passione per le Manolo. Ha dato fastidio a Kate Moss ed è un’esempio di come nonostante la tua faccia sia sbattuta quotidianamente sui tabloid tu possa diventare un fuggitivo di successo.