Archive for gennaio, 2006

Contrordine

Chi aveva detto che le francesi non ingrassano? Pare non sia poi così vero.

Bol – NY Times

Rrragazzo!

Oggi poco tempo. Ma quelli del Barbiere della Sera hanno sempre bisogno di una mancia da 10 mila cucuzze.

Bds

La diplomazia del bisognino

Qualche giorno fa sul San Francisco Chronicle era uscito un pezzo assai carino: come un golden retriever può insegnarci meglio la politica estera. Il tutto nato dall’osservazione dei comportamenti di questo cane chiamato Oliver.

Oliver’s lesson for the United States in trying to shape the world is that the more we look like a normal, self-interested state, the more we lose our claim to lead other nations and their peoples. To lead, we have to demonstrate that we are taking their interests into account as well as our own.

Rand – All Pets

Uomini e tope (che Steinbeck ci perdoni)

Negli Usa, che sono il paese delle grandi possibilità, operava tale Dora Noemi Kerchen, meglio nota come Dorismar. Argentina, playmate, soggetto di diversi calendari, invitata anche a qualche manifestazione durante il Congresso Nazionale dei Democratici, è stata appena espulsa assieme al marito perché di fatto immigrata clandestina da 5 anni. Il bello è che sembra tutto sia nato da una soffiata di tale Sissi, altra tipa da calendario e rivale di Dorismar.

Univision – Miami Herald

RivelaZioni

Qualche settimana fa, al bar Vanni di via Monte Zebio. Era domenica mattina. Probabilmente era a caccia di qualche uomo-Rai. I nostri sguardi si sono incrociati alla cassa, nei suoi occhi si poteva leggere: “Tu mi guardi perché sai che sono famoso”. In realtà tutto ciò che ho pensato è stato: “Perché la mia ragazza mi indica un tale che si fa chiamare il Mutanda?”. E – come diceva Forrest Gump – that’s all I have to say about that.

Bloggare è un po’ morire

Per la serie “Sempre bei pensieri” il blog di Business Week s’interroga – udite udite – sull’uso che si fa dei siti personali una volta che ne muore il curatore. Il tizio inglese pensava a una studentessa uccisa di recente, da noi ci sono i casi di Enzo Baldoni o Fabio del Cannocchiale.

The lesson here is that with every word we post, we’re writing our own obituaries. Our blogs and social networking sites, so full of the jokes and banter of our lives, quickly become at our death the closest thing most of us will have to a shrine.

Blogspotting

Runaway bride

E insomma Vera Wang sarà anche la stilista preferita dalle spose che possono permettersi un suo vestito (o forse piace più a quelle che non possono…), ma resta il fatto che a lei queste spose non piacciono poi così tanto.

NY Magazine – red galoshes

Qui si parla di 24

Uno si trova per caso a scaricare la suoneria dei telefoni del Ctu (qui l’mp3), che subito s’imbatte in un pezzo secondo cui la Counter Terrorist Unit altro non sarebbe una “iperbolica metafora della vita d’ufficio” e solo per questo i quadri aspirano tanto a un telefono Cisco Ip come quello che risuona continuamente in 24. Non solo, secondo i francesi (che sono alla quarta serie, noi alla terza puntata della quinta) dobbiamo anche confrontarci con la figura quasi esegetica di Jack Bauer:

Bauer nous invite à voir la réalité autrement que comme un vague murmure qui sort du fax mais comme quelque chose de complexe et mouvant.

Ctu Ringtone – Technickart | tag:

Sul mio personalissimo taccuino

Tempo di Bloggies Awards, una delle tante competizioni Oscar style riservate ai blog. Di solito è una cosa che serve più a conoscere nuovi siti che non a scegliere effettivamente i migliori… ma tant’è. Segue parziale dichiarazione di voto accompagnata anche da qualche motivazione.

Migliore applicazione: WordPress, in fondo anche Leibniz è passato a Wp da qualche tempo.

Miglior blog australiano: Information Aesthetics.

Asiatico: Simon World, da Hong Kong.

Africano o Medio-Orientale: quello più sponsorizzato è Baghdad Burning, ma qui si resta affezionati alla Tunisia di Subzero Blue.

Europeo: non ci sono italiani, nemmeno Beppe Grillo, voto a Vitriolica Webb’s Ite.

Britannico: è passato il tempo del Londonist, ora uno dei più vivaci è Gaping Void (che infatti ha diverse nominations).

America Latina: voto a Motel de Moka.

Canada: perché esiste una categoria a parte per il Canada?! (votato Chromewaves, per via degli Mp3)

Usa: passato il tempo della politica, fa la voce grossa un blog dedicato allo stile delle star, Go fug yourself.

Best Tagline: in passato c’era di meglio, adesso voto convinto a Joshuaink (“More love than a bus full of hippies”).

Miglior Podcast: sentito poco, ma quello di Moby merita per la buona volontà (sennò ci resta Max Pezzali).

Poi ci sono tante altre categorie, ma è lunga scrivere tutto. Comunque un voto se lo meritano Overheard in NY (blog sulle conversazioni “rubate” nei luoghi pubblici), Boing Boing (imprescindibile, ogni anno candidato naturale a blog dell’anno), Digg (altrettanto imprescindibile) e il buon Joshua Micah Marshall nella categoria “premio alla carriera” (ha un famosissimo blog iper-liberal, lui è il tipico “blogger che ci crede”).

Paese che vai, festa che trovi

Secondo Barbanera domani è S. Francesco di Sales, tuttavia pare che negli Usa sia anche la giornata nazionale del burro di arachidi.

Barbanera – tfdutch | tag: ,