Archive for agosto, 2006

The worst was yet to come: shaving

Sul Guardian l’anticipazione del raccontro di Martin Amis, “The Last Days of Muhammad Atta“, ispirato al terrorista che l’11 settembre 2001 pilotava uno degli aerei (l’intero racconto dovrebbe essere pubblicato domenica).

On 11 September 2001, he opened his eyes at 4am, in Portland, Maine; and Muhammad Atta’s last day began…

Guardian

Proprio con questo telefonino

Tutto lascia intendere che i tempi della barbarie sono ormai alle spalle. Ora che a Marettimo i pescatori non li prendono se prima non hanno studiato Ratzel e che i pastori abbruzzesi come minimo finiscono come consultant alla Nasa, c’è finalmente speranza che qualche agricoltore legga Piero Citati e produca dei pomodori che sappiano di pomodori.

Dagospia

Wake up

Tempo fa uscì il disco degli Arcade Fire e non era male. In fondo a questo lungo post c’è qualche loro traccia dal vivo.

Veritas Lux Mea

Serra Reloaded

Gli autoabbronzanti, McDonald’s, il crollo delle nascite tra le rane, i suicide bombers, le infradito, i siti che pubblicano liste su ogni cosa, il capitalismo, il font Comic Sans, le parole delle canzoni rap (tutte uguali), Scientology, 14 tipi diversi di carta igienica, i nazisti dell’Illinois, i matrimoni gay, il matrimonio in genere, Star Wars e Harry Potter che non finiranno mai, la Francia, il cane Thinkerbell… che cosa hanno in comune? Sono tra i 10 mila motivi per i quali siamo vicini alla fine del mondo. La classifica ora arriva a 2.500, ma il numero uno è meritatissimo: Paris Hilton.

10,000 reasons

Fossi stato bello, sarei stato un modello

Oggi si parla di scrittori. Non di Beppe Severgnini, che col suo libro che spiega gli italiani agli americani è finito sul Times. Ma di quelli che si fanno scattare la foto “tattica” da mettere in quarta di copertina e che poi nella realtà si rivelano ben poco fotogenici. Una galleria, da Jonathan Franzen a A.M.Homes, è qui.

NY Times – New York/New Zealand

Mela a cubetti

New York ricostruita con i Lego.

Brickshelf

Raidiateli

Sarà il Libano, sarà la fase Merkel, sarà la morte del bagaglio a mano (celebrata con tanto di obituary da Panorama), saranno i lapilli vulcanici arrivati fino alla sua torre d’avorio, tant’è che Gramellini s’è riposizionato per un giorno.

Per orientarsi fra i tg Rai dedicati ai fatti del Libano, può essere utile questo glossario autorizzato dal dipartimento dell’informazione DC-PCI (Democratica Coraggiosa – Politicamente Corretta e Incorruttibile) di Saxa Rubra.

Pacifisti.
Sostenitori di una missione militare posta sotto il comando di chiunque, tranne che degli Stati Uniti.

Hezbollah. Rappresentanti liberamente eletti di un partito, come li ha definiti la brava inviata del Tg1 Tiziana Ferrario in un dibattito a Cortina. Omonimi di quelli che nel 1981 inventarono la guerriglia terroristica, lanciando camion-bomba contro coloro che non volevano eleggerli liberamente.

Siria e Iran. Bastioni della democrazia mediorientale, una spiccata vocazione umanitaria li spinge a rifornire Hezbollah di ogni ben di Dio, specie se può far male al Dio di qualcun altro.

Israeliani cattivi. Congrega di criminali abituati a bombardare per puro divertimento le autostrade che collegano il Libano alla Siria dei benefattori.

Israeliani buoni. Scrittori e poeti da esibire nelle interviste quando criticano la politica del loro Paese e da oscurare peggio di un buco nero quando la difendono.

Equivicinanza. Passeggiare a braccetto di un deputato Hezbollah e di un altro deputato Hezbollah.

Pluralismo. Professore emiliano residente a palazzo Chigi che trascorre le vacanze in compagnia di un telefonino incollato all’orecchio sinistro e di un cameraman del Tg3 che lo manda in onda di continuo e su qualsiasi argomento, previsioni meteo escluse.

La Stampa

In-utilities

Due cose divertenti:
- I titoli del New York Times che cambiano a seconda del credo politico di chi legge (aka right-wing Times)

- Google, the Musical

Huffington Post – Google, the Musical

Se non è revisionismo questo

Al prossimo che nega il ritorno degli Anni ’80 gli faccio ascoltare in loop Sim Sa La Bim (anche qui) dei Judies.

Drive a fast carThe Judies

Resistete, se potete

Posto che:

- il ponte di Ferragosto è sacrosanto
(anche se pioverà)
- l’autoreferenzialità dei blogger è assodata
- la fantasia è quella che è

qui si chiude fino alla prossima settimana e vi si rimanda all’Enciclopedia dei Blogger 2006 di Mario Adinolfi. Alla prossima settimana.

Mario Adinolfi