Dissent is patriotic

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Una bella mostra d’arte contemporanea organizzata per far parlare di sé è quella che apre alla Royal Academy di Londra: “Usa Today. New American Art from The Saatchi Gallery”. La coscienza critica delle giovani generazioni creative alle prese con gli Stati Uniti d’America offre il suo meglio. Tra 150 opere spiccano:

an erect penis and a young girl performing oral sex, and a series of highly political artworks criticising George Bush and the war on terror.

Royal Academy – This is London

3 commenti per “Dissent is patriotic”

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  1. ottobre 4th, 2006 at 22:22

    Non ho capito bene la logica dell’accostamento di cui sopra. Non era Clinton quello della fellatio?

  2. ottobre 5th, 2006 at 09:45

    L’America è una.

  3. garbarino :

    ottobre 7th, 2006 at 19:36

    Dolce e agiato Leibniz, strano che lo stesso tono non lo usi per i regimi militari comunisti in cui oggi le coscienze critiche sono nei gulag…ti invito a leggere il drammatico articolo di una vera coscienza critica, Adriano Sofri, e non quelle macchiette di pseudoartisti.articolo di Sofri su Repubblica 9 luglio 2006,alcuni brani. ciao, m

    “Non si dà cultura senza libertà di parola. Per tanti anni muri e censure hanno sacrificato aree del mondo con uomini e donne così simili a noi per sensibilità e letture come i russi e le popolazioni dei Paesi dell’Est”.l’incontro con Kang Chol-hwan,autore de L’ultimo gulag. Con lui Kim Sung Min, ex generale dell’esercito della Corea del Nord, Son Jong Hoon, il cui fratello è stato condannato a morte in Corea del Nord con accuse di tradimento e di spionaggio.
    La giornata è stata voluta da Freedom House e dai Radicali transnazionali e segue, in un Paese europeo, l’iniziativa di George W. Bush di ricevere Kang Chol-hwan alla Casa Bianca.«Che la Corea del Nord sia un immenso gulag non toglie che vi siano campi di concentramento veri e propri, e che vi siano dannati alla morte per fame e stenti centinaia di migliaia di “colpevoli”. Vi vengono chiuse famiglie intere “fino alla terza generazione” perché neanche i nuovi nati possano ripetere le colpe dei vecchi: non essere né contadini né operai, avere ascoltato una radio straniera, aver canticchiato una canzone di Seul, non essere stati abbastanza devoti nell’ascolto,alle 5 di mattina, a mezzogiorno e a mezzanotte, della canzone del generale Kim Il Sung. Magari, aver difettato di zelo nella denuncia dei propri vicini di casa o avere trasgredito alle norme sulla sfumatura alta dei capelli maschili».
    (…) sono molti gli orrori del mondo di cui non abbiamo notizie o non ci preoccupiamo: La Corea del Nord è una monarchia ereditaria comunista, alcuni milioni di persone – due, tre e mezzo, le statistiche sono deboli, milione più milione meno – sono morti di fame nelle carestie degli ultimi dieci anni,
    e molti fra i vivi si cibano di erbe e radici. C’è una fiorente compravendita di giovani donne, buon prezzo, sottomissione garantita, verso la Cina, dove il deficit di donne lascia troppi uomini senza moglie (…)È assai difficile che la popolazione venga a sapere qualcosa del resto del mondo. Che sia successa una cosa chiamata 11 settembre i nordcoreani non lo sanno. Sanno per certo che il mondo intero guidato dalla Corea del Sud e dagli Stati Uniti e dal Giappone, prepara da sempre una guerra contro di loro, e che per questo il caro leader deve sacrificare tutto alle armi, e loro devono morire di fame». Per questo è necessaria la bomba atomica e tutti gli esercizi conseguenti come i missili lanciati verso il Giappone.
    I comunisti nostrani continuano a contrastare gli americani e a vedere il principale nemico in George W. Bush, continuando la grottesca schermaglia sulla missione in Afghanistan. Il loro problema è non essere complici dei capitalisti americani che vivono in un Paese dove si può parlare, si possono pubblicare e leggere libri, dove ci si può rifiutare serenamente (…)