Archive for gennaio, 2007

Come lo traduciamo “jagshemash”?

Kevin Drum ha ragione. Perché Borat è stato nominato agli Oscar (solo) nella categoria “Miglior adattamento“? (Motivazione ufficiale: è un personaggio tratto da uno spettacolo televisivo. Mah…).

Political Animal – Academy Awards

Vegetariano alla brace

Ti dicono: se fossimo vegetariani saremmo tutti più sani, gli allevamenti consumano tantissimo terreno e danno poca resa, tra qualche decennio non ci sarà da mangiare per tutti, dobbiamo pensare a delle fattorie verticali,… Uno allora pensa che magari, in questi anni, qualche vegetariano in più ci sia. Almeno nel mondo ricco, dove quello che mangi lo puoi scegliere. E’ così, ma:

Vegetarians have long had the best of the intellectual arguments. If so, that just shows how little intellectual arguments matter to populations’ eating decisions. The number of vegetarians in developed countries is evidently on the increase, but the world’s per-capita consumption of meat rises relentlessly: in 1981, it was 62 pounds per year; in 2002, the figure stood at 87.5 pounds. In carnivorous America, it increased from 238.1 to 275.1 pounds, and the practice is spreading in traditionally herbivorous Asia. Indians’ meat consumption has risen from 8.4 to 11.5 pounds since 1981; in China, it has increased from 33.1 to an astonishing 115.5 pounds. This result has nothing to do with principle and everything to do with prosperity.

Scienza vegetariana – L* – New Yorker – vegetarianismo

What’s left?

Il commentatore liberal inglese Nick Cohen (uno dello Euston Manifesto) ha scritto un libro, “What’s Left?: How Liberals Lost Their Way“, in cui sostiene che la guerra in Iraq e l’anti-americanismo abbiano fatto chiudere gli occhi alla classe politica di sinistra, che ha così ignorato il fondamentalismo islamico finendo – in alcuni casi – per andarci a braccetto. Ecco un lungo estratto.

Euston Manifesto – Amazon.co.uk -Observer.

Il turno di Hillary (e quello del redattore distratto)

Hillary Clinton ha detto che proverà a correre per la presidenza degli Stati Uniti e che intanto, da senatrice, impiegherà «i prossimi due anni a limitare i danni di George W. Bush». Secondo lei «solo un nuovo presidente potrà cancellare gli errori di Bush e rinnovare speranza e ottimismo». E poi «[noi americani] dobbiamo superare sei anni di fallimenti dell’amministrazione Bush». E allora, perché il Corriere della Sera sul suo sito scrive tra virgolette «Bisogna cacciare Bush»? (Dato che: 1. lei non lo ha detto; 2. Il mandato di Bush terminerà comunque nel 2008, che Hillary vinca o meno).

Hillary Clinton – Corriere.it

CapiRai che invidia

Ieri Francesco Merlo su Repubblica, scriveva di antipolitica, ha dato una definizione cinica ma credibile di funzionari e direttori di telegiornali Rai:

…sono sempre e comunque sottosegretari all’informazione, emissari governativi travestiti da giornalisti, «camerari» e «camerlenghi» – quasi sempre bravi, per carità! – che hanno l’invidiatissimo privilegio di entrare nella camera del re e di pulirgli il sedere

Repubblica – Antigroup

Vespa non ce l’ha fatta

Hanno scritto un altro libro che interpella i grandi scrittori viventi ed elenca i migliori dieci libri di tutti i tempi. Tra questi ce n’è uno più lungo della Divina Commedia, ma non c’è la Divina Commedia. Ecco:

1. Anna Karenina by Leo Tolstoy
2. Madame Bovary by Gustave Flaubert
3. War and Peace by Leo Tolstoy
4. Lolita by Vladimir Nabokov
5. The Adventures of Huckleberry Finn by Mark Twain
6. Hamlet by William Shakespeare
7. The Great Gatsby F. Scott Fitzgerald
8. In Search of Lost Time by Marcel Proust
9. The Stories of Anton Chekhov by Anton Chekhov
10. Middlemarch by George Eliot

Top Ten Books

Una cagata pazzesca

La Coca Cola fritta? Filamenti di sciroppo incandescente che fannno male ai denti.

BoinBoing – McSweeney’s

Un posto in prima fila (meglio dell’abbonato Rai)

Oltre un anno fa Giuseppe Granieri nel suo saggio Blog Generation usava l’esempio dell’allora poco conosciuta (qui, almeno) Ségolène Royal per chiudere il suo libro e spiegare i vantaggi della “politica open-source” e la prospettiva in cui vedere negli anni successivi i nuovi equilibri tra politica e “nuova pubblica opinione”.

Ho fatto l’intera campagna elettorale [eranno le amministrative] facendo dei forum. Quando parli con la gente, alla fine della giornata sei stanca ma hai tante idee. Se continuiamo a farci la politica tra di noi, non arriveremo mai a nulla.

Ora l’uomo che sfiderà la Royal per la presidenza della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, è stato investito da un congresso cui erano accreditati 150 blog, coordinati da Loïc Le Meur. Che spiega:

Nous allons tenter de faire remonter au maximum les questions qui sont les plus débattues dans la blogosphère pour les soumettre à Nicolas Sarkozy, qui y répondra ensuite. Nous allons également créer des groupes sur les plateformes communautaires comme MySpace ou Flickr pour la diffusion de contenus militants.

PS: con tempismo perfetto, ora come ora il sito dell’Ump nega l’acccesso.

Granieri – Ibs – Le Figaro – Ump

Non dire gatto

Scopro solo ora (con lustri di ritardo), grazie a Inkiostro, che il motivetto del cartone Gli Aristogatti, “Tutti quanti voglion fare il jazz” (quello che tutti i bambini canticchiavano matematicamente dopo la visione del film) in realtà fosse “Everybody wants to be a cat“.

Imdb – Inkiostro

iPhone!

iPhone

Eccolo.

Engadget – Apple