Archive for marzo, 2007

Come Rio comanda

Qualche anno fa Antonio D’Orrico aveva detto che bisognava leggere Alessandro Piperno e io mi ero rovinato una vacanza a leggerlo (tutto ciò che è Roma Nord, Ponte Milvio ante-Moccia compreso, qui risulta un po’ indigesto). Ora bisogna leggere Leonardo Colombati, e sarà fatto (in fondo Perceber era “un libro da blogger”). Bisogna solo trovare il modo di andare in vacanza.

Ibs

Febbre a 89°

Nel suo pluricitato (e ottimo) “L’ultima copia del New York Times”, Vittorio Sabadin cita un rapporto stilato da John Naughton, esperto di media dell’Observer. Incollo il riassunto di Giuseppe Culicchia:

I giovani del 2000, nel mondo globalizzato a Londra come a Varese, appartengono a un’altra specie rispetto a chi lavora nei giornali. Nati con Internet quando Nintendo lanciava il videogame Super Mario, andavano alle elementari mentre Tim Barners-Lee creava il World wide web. Alle medie usavano Google, Napster, Blogger.com. Al liceo l’iPod e Wikipedia. All’università Skype e YouTube. Il primo sms risale al ’92. Amazon e eBay al ’95. Hotmail al ’96. Insomma: mentre i giornali affrontavano il calo delle vendite (in Inghilterra con l’adozione del formato tabloid da parte di testate quali l’Independent o il Times, in Italia col ricorso ai gadget, dai vhs ai dvd ai classici della letteratura), i giovani s’impadronivano delle nuove tecnologie creando e pubblicando contenuti, scaricando musica da iTunes e film da BitTorrent. Conclusione di Naughton: «I giovani sono il futuro e sono qui fra di noi. Non sono molto interessati a quello che facciamo e non posso biasimarli». Come dargli torto?

I lettori dei giornali invecchiano, i giovani s’informano in altro modo. Ecco, in Inghilterra sta succedendo la stessa cosa con il calcio. Il risultato è come cantava Elio: nessuno allo stadio.

La Stampa – The Guardian

Sparizione dalla realtà

Se l’umano non si definisce più in termini di libertà ma in termini di geni, svanisce la definizione dell’uomo e anche dell’umanesimo.

E’ morto il grande Jean Baudrillard. Si può dire che dall’11 settembre in poi sembrava vaneggiasse più del solito?

France24 – Wikipedia – Ibs

Changing this country

Il candidato democratico alla presidenza, John Edwards, non solo si vanta di essere stato definito “finocchio” dalla giornalista conservatrice Ann Coulter. Ora ha anche un suo bell’account su Twitter.

John Edwards – Twitter

Disaste(red)

E’ passato un anno dall’avvio della campagna (Red) di Bono. Gap, Motorola, American Express, Apple e altri si sono messi a vendere cose con il marchio rosso per raccogliere fondi contro Aids e altre malattie in Africa. Eppure questa campagna, nonostante la sovraesposizione e l’utilizzo di testimonial strafamosi, ha reso pochissimo: 18 milioni di dollari, contro una spesa stimata di 100.

Adage

Il Medioevo prossimo venturo

Come sono cambiate l’architettura e l’urbanistica dopo l’11 settembre.

Not so long ago, architects were obsessed with the notion that globalism, the Internet and sophisticated new building technologies were opening the way for a more fluid, transparent landscape in which walls would simply begin to melt away.

(…Now…) Like their 13th- to 15th-century counterparts, contemporary architects are being enlisted to create not only major civic landmarks but lines of civic defense, with aesthetically pleasing features like elegantly sculpted barriers around public plazas or decorative cladding for bulky protective concrete walls. This vision may seem closer in spirit to da Vinci’s drawings of angular fortifications or Michelangelo’s designs for organically shaped bastions than to a post-cold-war-era of high-tech surveillance.

NY Times

Speak like you eat

Bravo Corrado Guzzanti. E’ spettacolare la nuova imitazione del ministro Francesco Rutelli, che implora a suon di “pliz” i visitatori dei web di visitare l’Italia, the best country in the world (come sarebbe a dire che non è Guzzanti?!).

YouTube (via Camillo)