Archive for aprile, 2008

Su teibniz del 04/22/08

Life via Twitter (2008-04-21)

Su teibniz del 04/21/08

La piovra gialla

Prima, c’era il giornalista Dan Koeppel (autore di “Banana: The Fate of the Fruit That Changed the World“) convinto che la coltivazione della banana sia stato “lo yin e lo yang della cultura americana”. Ora, un giornalista economico, Peter Chapman, ha scritto un (altro) libro a metà  tra storia e geopolitica su questo frutto: “Bananas!: How The United Fruit Company Shaped the World“. E lì sostiene che, ai fini dello sviluppo, la banana è stata una specie di petrolio per tutto il centramerica, naturalmente con una gestione del business abbastanza spregiudicata:

As the next century rolled on, buccaneering banana men pioneered such innovative business practices as propping up puppet heads of states throughout Latin America, keeping them in power through corporate largesse, and exploiting local workers, when not actually encouraging local governments to enslave or kill them. By building railroads, in exchange for land for plantations, United Fruit tightly entwined itself with the economies of many countries, and came to own huge swaths of Central America. Its reach was so extensive that it became known as “the Octopus”.

Salon – Amazon

Su teibniz del 04/20/08

Magari così se li leggono

Se già  vi davano fastidio le copertine dei classici illustrate con immagini tratte da film o fiction recenti, dovreste pensare a come sarebbe il mondo se capolavori o libri simbolo come Il Diario di Anna Frank, la Bibbia o Il lamento di Portnoy venissero illustrati come fossero chick-lit.

Radar (illustrazioni Monika Aichele)

Life via Twitter (2008-04-19)

  • ha appena scoperto il twitter di Alleanza Nazionale (@anroma): un mese di vita, 3 followers e 4 giorni di silenzio a soli 7 dal ballottaggio #

Su teibniz del 04/19/08

Life via Twitter (2008-04-18)

  • cerca (invano) di installare loudtwitter su blogger.com conto terzi #

E-mocracy

Rispetto al 2006, stavolta seguire le elezioni su internet è stato più divertente. Non abbiamo avuto (quasi) nulla al livello degli americani, perché qui da noi il web è ancora sottoutilizzato e poco diffuso (le elezioni le ha vinte a valanga uno convinto che per internet non è ancora ora). Però non è stato male. Segue elenco di cose apprezzate:

  • Chi si lamenta che Zoro non è efficace quando va in tv deve capire che lui il meglio lo dà nella Rete: i “consigli a Walter“, il travestimento e il mashup Yes we can-Waterloo forse non saranno immortali, ma sono formidabili.
  • I’m PD: chi se n’è vergognato, chi l’ha amato. Ha comunque lasciato il segno.
  • Forse la sorpresa più bella, per i maniaci di numeri e statistiche, è stata quella dello speciale elezioni della comunità  di Tocqueville, che ha tenuto insieme, mescolato e confrontato tutti i sondaggi usciti prima del voto (azzeccandoci anche abbastanza). Special thanks to noisefromamerika.
  • Su Right Nation di Andrea Mancia, invece, dato che i sondaggi – a un certo punto – sono vietati, c’erano degli interessantissimi post sulle corse di cavalli: facile appassionarsi ai risultati di Varenne, di Fan Idole e dello sfortunato General du Pommeau.
  • Onesto e appassionato, Stefano Menichini ha vissuto da direttore di giornale democratico le ultime fasi della campagna elettorale. Come gli è capitato in video, anche sul suo blog ha preso delle belle cantonate, ma ha ammesso i suoi errori. Ed è così che conviene fare in rete.
  • L’iniziativa 10domande su Sole24Ore non era male, ma mi sarebbe piaciuta più partecipazione. Da replicare.
  • Chiudo con Netmonitor di Vittorio Zambardino, che ha tessuto i commenti politici andandoli a pescare sui blog italiani e, quindi, facendoli raggiungere dal variegato pubblico di Repubblica.it. Con la pazienza di chi è stato capace anche di mettersi a spegare che cosa sono Twitter e Tumblr (e questo blog gli deve un grazie particolare).
  • Dimenticavo. Io, in questo periodo, ai messaggi notturni su Twitter di WVeltroni (517 followers), mi sono affezionato.