feb
26
All’Unità le ronde non piacciono, e ci mancherebbe. Oggi la prima pagina del giornale si apre con la foto di due tizi dal volto coperto, piuttosto minacciosi, che tengono in mano delle torce. Non guardo i tg da giorni, quella foto non mi dice niente, vorrei sapere chi sono, ma non c’è didascalia. Devo accontentarmi del titolo: “Ronda anomala” (non male). I sommari dicono che «destra e leghisti tentano di mettere le mani sulle “truppe”» e che in Emilia «si organizzano gruppi vicini al neofascismo». Ora, quella foto appare solo in prima pagina: quelli incappucciati sono dei cittadini che fanno parte delle cosiddette ronde? Il governo ha legalizzato delle squadracce a volto coperto (strano, avevo letto che gli elenchi dei nomi dei partecipanti li avrebbe tenuti il prefetto). O, forse, sono i membri emiliani dei gruppi vicini al neofascismo (e, in tal caso, che c’entrano con le ronde)? Sono sardi che hanno votato per Cappellacci?
O forse, quasi quasi azzardo, la foto è un pelino fuori contesto rispetto alla titolazione e alla “notizia”? Azzardo, perché, forse l’ho già detto, non c’è didascalia. E la titolazione forte, per quanto forte, non mi basta a capire chi sia cosa, ma solo che cosa vogliono farmi pensare. Allora, tanto valeva comprare il Giornale.
[L'Unità]
feb
24
Nelle ultime settimane, la mia rubrica preferita è All the president’s emails di Oliver Burkeman per il Guardian. Cioè una finta corrispondenza via email di Barack Obama. Ieri, per esempio, il techpresident era alle prese con la figlia Malia e la sua richiesta di aumento della paghetta (per risollevare l’economia americana) e le sue lamentele per i souvenir ricevuti dopo il viaggio in Canada. [Guardian]
feb
23

Tutti a dire che quelli della Pepsi avevano copiato il nuovo logo da quello di Obama, e invece no. Dietro c’è tutto uno studio, probabilmente inutile, che prende in considerazione anche la legge di gravitazione universale. O qualcosa di simile, mi sembra. [BlueSe7en/Flickr - Logodesign - Brand New]
feb
22

I just want to say to you all tonight I’m very grateful to be here. A lot of people told me that I’d never wrestle again and that’s all I do. You know, if you live hard and play hard and you burn the candle at both ends, you pay the price for it. You know in this life you can loose everything you love, everything that loves you. Now I don’t hear as good as I used to and I forget stuff and I aint as pretty as I used to be but god damn it I’m still standing here and I’m The Ram. As times goes by, as times goes by, they say “he’s washed up”, “he’s finished” , “he’s a loser”, “he’s all through”. You know what? The only one that’s going to tell me when I’m through doing my thing is you people here. [*]
Stanotte, non fate scherzi e date l’Oscar a quel trucidone di Mickey Rourke.
Update - vince Penn, ma Mickey lo sapeva:
«Spero vinca Sean Penn, un amico vero che mi è stato vicino. Tanto, mia nonna e mio fratello, le uniche persone con le quali avrei potuto dividere questa gioia, non ci sono più. Non credo che ai miei cani piacerebbe questo pupazzetto dorato: non possono né mangiarselo né scoparselo».
[Imdb]
feb
20
Se esiste un dio del televoto farà pigiare i numeri giusti
se esiste un dio del televoto farà improvvisamente dire “non c’è campo” a chi sta per televotare Al Bano
se esiste un dio del televoto Stefano Di Battista e Nicky Nicolai vengono recuperati stasera e vincono sabato
se esiste un dio del televoto gli Afterhours stasera finiscono in testa
se esiste un dio del televoto passano Nicolai e gli Afterhours.
se esiste un dio del televoto…….
no, di tricarico non dico nulla
Tra le cose migliori del Festival di Sanremo ci sono i blogger Assante&Castaldo e la loro siderale distanza dal popolo dei televotanti. Come dice oggi Piersilvio: «A volte le élite scambiano le proprie abitudini e i propri consumi come fossero quelli di tutti. Ma non è così». [Repubblica.it - Corriere.it]
feb
19
Prime impressioni dopo aver sfogliato (non letto tutto, dato che è uscito stamattina) il nuovo Wired. Che è ricco, ma potrebbe essere più sorprendente. Però, l’editoriale del direttore si chiude con un «il meglio deve ancora venire». Lo prenderei in parola.
Tired
- Nel colophon i collaboratori non sono tutti in un ordine alfabetico corretto
- Rita Levi Montalcini (99), Don Verzè (88)? Benvenuti in Italia…
- Il refusone nella titolazione nella pagina di Cory Doctorow (“boinbgboing.net”)
- La storia di Niki Frascisco (però bene averlo fatto fare alla Ballestra)
- Linus?!
- Massimo Banzi troppo poco glossy per una copertina (scusante: era pur sempre il lancio)
- Quelle che si lamentano perché non ci sono abbastanza donne
- L’Htc G1 – che in Italia non esce – mentre viene presentato il G2 (o come si chiama)
- La pagina della campagna abbonamenti
Wired
- La grafica, in particolare l’impaginazione scelta per il servizio sul S. Raffaele, è notevolissima
- David Byrne e la sua testa
- Il pieghevole della torre pugliese-araba
- Le foto di Simon Norfolk
- I pezzi più lunghi di 8000 battute
- La sezione Play (da capelli dritti la sezione geek fetish sulle dekochari)
- La cucina di Matteo Bordone (e in generale la sua pagina)
- La rubrica What’s inside
- Gli inserzionisti
[Wired]
feb
17

By the way, come dice Brodo: africani, adesso sono cavoli vostri.
feb
14
Questa bella faccia qui accanto appartiene a uno dei più grandi bluff nella categoria “cuochi da tv”. Si chiama Mattia Poggi, ha una trasmissione gggiovane con tanto di grafica youtubesca su “Alice” (“Mattia detto fatto“, 416 Sky), delle camicie orribili, e… non sa cucinare. Cioè, il copione vuole che lui insegni ricette giovani e veloci, di fatto non fa che riempire l’aria con ridondanti idiozie e poi sfornare piatti che, in confronto, i quattro salti in padella di un altro mezzo bluff, Alessandro Borghese (Cortesie per gli ospiti, Cuoco e gentiluomo, L’Ost), sembrano le portate del Bulli. Per non parlare della signora Anna Moroni (Prova del cuoco), che può tranquillamente passare per Vatel. Roba da Mai dire tv.
(poi, un giorno, magari analizzeremo il perché io guardi Alice e abbia passato mezz’ora davanti a questo pirla, detto senz’offesa tizio)
feb
13
Alcuni audaci indiani (puntini, non piume) vogliono produrre una bevanda a base di urina di mucca. Ora, il presidente della Pepsi è una donna del Tamil, dovremmo preoccuparci? [Times]
feb
06
web Commenti disabilitati
Il decreto legge è uscito dal cassetto.