Archive for febbraio, 2009

L’ambasciatore che porta pena

Il meraviglioso discorso d’addio dell’ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli. [US Embassy]

Politica gregaria

Oggi, sul decreto legge che per ora sta nel cassetto ed è bene che lì rimanga, Ezio Mauro scrive tutto quello che c’è da scrivere:

attraverso il decreto, saremmo davanti ad un aperto conflitto tra due opposte pronunce non solo sulla medesima materia, ma sullo stesso caso: una sentenza della magistratura e un provvedimento d’urgenza del governo con vigore immediato di legge. Solo che nel nostro ordinamento il legislatore può cambiare il diritto finché una sentenza non diventa irrevocabile, cioè non più impugnabile, vale a dire passata in giudicato. Non siamo dunque soltanto davanti ad un conflitto: ma al problema dell’ultima parola in democrazia, al principio dell’intangibilità del giudicato, alla regola stessa della separazione dei poteri. Senza quel principio e questa regola, una qualunque maggioranza parlamentare a cui non piace una sentenza “definitiva” la travolge con una nuova legge, modificando il giudicato, intervenendo come supremo grado di giudizio, improprio, dopo la Cassazione.

Naturalmente il Parlamento è sovrano nel potere di legiferare su qualsiasi materia, cambiando qualsiasi legge, qualunque sia stato il giudizio in merito della magistratura. Ma questo vale per il futuro, non per i casi in corso, anzi per un singolo caso, per un solo cittadino, e proprio per vanificare una sentenza.

[Corriere della Sera - La Repubblica]

Poveri ma ricchi

Salta fuori che in Italia – in tempo di crisi, ma anche da prima – i salari sono aumentati più dei prezzi. Uno si chiede: dov’è la fregatura? Spiega Francesco Daveri su lavoce.info:

Si deve quindi concludere che la percezione di impoverimento deriva da ciò che succede fuori dalle relazioni industriali e fuori dai negozi e dai supermercati, cioè nel momento in cui compiliamo la dichiarazione dei redditi e in quello in cui andiamo in banca a pagare la rata mensile del mutuo. È evidentemente l’aumento delle tasse e dei mutui che ci fa sentire più poveri tutti i mesi, non l’ingordigia dei distributori.

E adesso, che si fa?

Come si fa a tenere su i consumi senza ridurre la competitività aziendale? Un modo forse c’è. Il governo dovrebbe ridurre le tasse sul lavoro e in particolare i contributi sociali. Ma, realisticamente, si possono ridurre i contributi sociali solo intervenendo sul sistema pensionistico, cioè allungando l’età pensionabile in linea con i trend demografici. Molto difficile da farsi.

[lavoce.info]

I piccioni funzionano più degli etero

Nel pagellone delle canzoni in gara al  festival di Sanremo, compilato da Gino Castaldo,  Povia e il suo amico che era gay si beccano un bell’1. [Repubblica]

Il clima non brucia nessuno, i criminali sì

I vigili di Parma che hanno pestato il ragazzo ghanese, i tre disgraziati che hanno dato fuoco a una persona a Nettuno o quelli che hanno fatto lo stesso a Rimini, lo sballato che ha violentato una ragazza a Capodanno, la banda di banditi di Guidonia, e avanti così con un ultimo caso a Ragusa. Politicamente capisco che renda parlare di “clima creato ad arte di odio e di paura”. Però, la realtà conferma che la sicurezza era e resta una delle preoccupazioni più fondate, non un’emergenza, ma una cosa seria da affrontare. E io avrei ancora più paura se i colpevoli la facessero franca ogni volta. Invece, li hanno presi tutti. [Corriere della Sera - Repubblica]

Storie che fanno storia

Oggi facciamo un po’ di storia del giornalismo italiano. Andiamo a pagina 57 di un settimanale femminile che esce in edicola il mercoledì. È un intero pezzo sul mestiere del cronista politico nella Seconda Repubblica. Vengono interpellati i protagonisti di 15 anni fa (e, in parte, di oggi): Stefano Marroni, Virman Cusenza, Augusto Minzolini, ecc. Ma una figura sembra emergere più di tutte…

«Un certo sconvolgimento lo portò l’arrivo di Maria Latella», ammette Cusenza, a proposito del direttore di “A”, allora inviato del Corriere, «soprattutto perché, almeno all’inizio, lavorava per conto suo, e anche perché aveva un rapporto diretto con Veronica, la moglie di Berlusconi». «Una volta, a Budapest», ricorda La Rocca, memoria storica del gruppo, «Maria ottenne un passaggio sull’aereo della presidenza del Consiglio e noi entrammo nel panico». Non sapevano che la cronista cercava non notizie, ma il metodo più rapido per raggiungere casa dove l’aspettavano le solite urgenze delle madri giornaliste.

Nenche sto a dirvi che il pezzo è uscito su “A”. Direttore responsabile: Maria Latella, la nostra Nellie Bly. [A]