Life via Twitter (2009-05-31)
- uomini che odiano le donne, o bei libri che non diventano bei film #
Be’, mi sembra chiaro che l’immagine dell’Italia nel mondo era compromessa già da un po’…[Pasta Puttana - via Chicagoist]
Queste sono state settimane critiche per la nostra democrazia. Una serie di rivelazioni e accuse. Ci sono state scuse. Soldi ridati indietro. Carriere finite. Il presidente della Camera si è dimesso. Le riforme sono state accelerate.
Ecco, diciamo che dopo tutte le storie sulla “casta” italiana, ormai un bel po’ di tempo fa, sarebbe stato il caso che qualcuno avesse parlato come il conservatore David Cameron ha appena fatto in Gran Bretagna dopo lo scandalo dei rimborsi ai parlamentari. Oppure, se preferite gli ultimi eventi casoriani, qualcuno, chissà, un giorno potrebbe anche riscrivere tutto così:
Queste sono state settimane critiche per la nostra democrazia. Una serie di rivelazioni e accuse. Ci sono state scuse. Regali ridati indietro. Carriere finite. Il presidente del Consiglio si è dimesso. Il processo delle riforme è ripartito.
[The Conservative Party]
Mi sa che ha ragione Massimo Mantellini. Sul Rapporto Caio e sul futuro di un network di nuova generazione (Ngn) in Italia.
Abbiamo bisogno di investire pesantemente sulla rete anche se non sappiamo bene il perché. Come ci insegna chiaramente la storia di Internet negli ultimi 15 anni le tecnologie abilitano e gli umani dopo fanno il resto. E’ assai probabile che lo scenario disegnato dal rapporto Caio sulla evoluzione dei servizi di rete sia risibile e facilmente superato dagli eventi ma non sarà questa superficialità di analisi a togliere validità all’idea di una solo grande rete in fibra che raggiunga la casa del maggior numero possibile di cittadini. Gli utilizzi intelligenti, se avremo l’accortezza di gestire bene il processo, seguiranno.
Contemporaneamente sarebbe sciocco non vedere che dietro alla NGN, in Italia così come in molti altri paesi, ribollono le aspettative di soggetti diversi dai fornitori di accesso cui siamo normalmente abituati. Molti di costoro hanno interessi opposti rispetto a quelli dei cittadini, si oppongono alla neutralità, aspirano alla creazione di servizi di rete chiusi e controllati, immaginano insomma una rete Internet certamente veloce ma che abbia un respiro proprietario e orientato al business.
Trovare un equilibrio che crei valore per tutti è forse possibile ma certamente assai complicato. Ed in questo Paese, dove gli interessi della collettività sono spesso sommersi dalle aspettative di grandi, piccole e piccolissime parrocchie, è anche più difficile e pericoloso che altrove.
[Manteblog/Punto Informatico]
Quanto a Minzolini è chiaramente in quota Berlusconi, e lo dico con un certo imbarazzo perché, da un altro punto di vista, mettere alla direzione del Tg1 un segugio da strada come lui è, professionalmente parlando, una scommessa fenomenale. Sa che Minzolini non ha mai diretto niente? Batte i marciapiedi del Parlamento da una vita e, naturalmente, negli ultimi anni, è stato appresso al Cavaliere e deve esserglisi affezionato parecchio. Affetto ricambiato, evidentemente. Le dico un’assurdità: siccome è totalmente coperto dal premier, potrebbe permettersi di fare un telegiornale completamente diverso dal solito. Forse senza quel terribile pastone con le dichiarazioni dei politici a cascata. Forse con meno sequenze d’archivio. Chi sa.
“La nomina” Rai secondo Giorgio Dell’Arti. [Altri mondi/Gazzetta]