Life via Twitter (2009-06-23)
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Scriveva stamattina Giuliano Ferrara:
Fossi al posto di Minzolini, invece di eludere la questione, il che è sbagliato e non regge, io farei una controcampagna informativa, nel senso di dare le notizie e sottolinearne la povertà dal punto di vista dell’interesse giornalistico non tabloid, e Dio solo sa se il Tg1 non è e non deve diventare un Tg tabloid. Spiegherei la differenza tra una notizia politica e un pettegolezzo, tra la critica e la denigrazione sistematica, tra un’accusa e una insinuazione: farei cioè il dizionario mediatico della campagna, contrastandone il carattere suggestivo e diffamatorio. Forse è più efficace, da un punto di vista di Palazzo, la mera elusione del tema, ma appunto non regge: e il Tg1 non può permettersi buchi colossali. La notizia dunque è: continua la campagna scandalistica sul premier, seguono approfondimenti.
Ecco, il direttore del Tg1, non è che abbia aspettato molto a dargli retta, per quello che può. [Il Foglio - YouTube]
Poi uno dice dei giornalisti… David Pogue del New York Times dice di scrivere con la tastiera meno della metà dei suoi articoli. Perché usa un software di riconoscimento vocaboli e uno di riconoscimento vocale che fanno il resto del lavoro per lui.
[NY Times]
Giampaolo Pansa sul Riformista chiede a Berlusconi di dimettersi con argomenti di buon senso e una certa apprezzabile sintesi che molti a sinistra potrebbero prendere a modello.
[Il Riformista - via Altri Mondi]
Tutta la mia solidarietà a Vittorio Zucconi che ha dovuto riempire mezza pagina di Repubblica di parole per dimostrare che l’incontro tra Berlusconi e Obama, insomma, è stato un po’ una merda. Un “non evento formale”, un “non appuntamento tenuto dagli americani al minimo della temperatura diplomatica”. Tutto quello che è stato discusso era un “carrello di lessi riscaldati”. Particolarmente apprezzabile questo passaggio:
Obama ha il potere di intimidire gli interlocutori, di far sentire a loro, dietro la facciata cordiale, la distanza di un’intelligenza, e di un’abilità, taglienti. [...] mormora chi era presente al dialogo – era lui [Berlusconi] in una posizione dove la parlantina, frenata dall’interpretazione della lingua, lo charme, l’arte della seduzione non servivano e dunque lo mettevano in minoranza.
[Repubblica - via Rassegna stampa Camera]
E intanto, in America, Dave Letterman si è dovuto scusare con Sarah Palin dopo una – a quanto pare involontaria – battuta riguardante la figlia 14enne e l’ex governatore di New York coinvolto in uno scandalo-prostituzione. La battuta incriminata era questa:
On Tuesday’s show, Letterman joked in his opening monologue that the governor visited Yankee Stadium, sitting in “far, far right field” with Rudy Giuliani. “They had a wonderful time,” he continued. “The toughest part of her visit was keeping Eliot Spitzer away from her daughter.”
Non sembra un granché… A me, al limite, aveva fatto più ridere la risposta di Todd Palin, marito di Sarah, padre della bambina e first gentleman d’Alaska:
Any ‘jokes’ about raping my 14-year-old are despicable. Alaskans know it and I believe the rest of the world knows it, too.
[People]