Archive for settembre, 2009

Tremonti e il critical update del centrodestra

Oggi Tremonti dice che “la macchina politica è come un computer. È fatta di hardware e di software”. Dove gli apparati sono l’hardware e le idee il software.

E se mancasse un terzo elemento: il concetto di Rete? Oggi i computer sono prima di tutto strumenti che vivono su internet (che non è solo “software”). E, in fondo, il maggiore limite del centrodestra è proprio questo: la capacità di aprirsi, adattare le sue idee alla complessità dei problemi che vengono”da fuori”. Il solito limite dei sistemi operativi troppo chiusi e scarsamente aggiornati.

[Corriere della Sera]

When Vittorio met Noemi

Noemi è un’opera d’arte vivente, il frutto di un’esperienza «comportamentista» che la fa essere un’icona, al di là di ciò che fa.

Se lo dice Sgarbi…

[Il Giornale via ALTRI MONDI]

9/11

Cosa resta dell’11 settembre.

[Il Foglio.it]

Dio travestito da Michael Jordan

Michael Jordan entra nella Hall of Fame del Basket. Espn ricorda i suoi 23 momenti più alti.

[ESPN via Kottke]

Storia di un ciclo economico

Tremonti se la prende con gli economisti che non hanno previsto la crisi.
Gli economisti se la prendono con Tremonti: non ci ridurrà al silenzio.
L’ultimo economista premio Nobel se la prende con gli economisti perché non hanno previsto la crisi.

[Repubblica - NY Times Magazine]

Agenda Fini

Prima di pensare a Silvio, assumere quello che scrive le cose a David Cameron.

[Conservatives]

Allegria

L’Italia l’avrà fatta Garibaldi, ma gli italiani, se permettete, li ha fatti lui, che di italiano non aveva neppure il nome.

Massimo Gramellini saluta (probabilmente meglio di tutti) Mike, un borghese piccolo grande. Ma il titolo migliore è “Come te nessuno Mike” del Foglio.

[La Stampa]

Life via Twitter (2009-09-07)

  • RT @THE_REAL_SHAQ Be who you are and say what you feel because those who mind don't matter and those who matter don't mind. – #

Life via Twitter (2009-09-05)

  • riceve la Zagat World's Top Restaurants 2009/10 in qualità di "dear surveyor" #

Rappresaglia immoralista

Giuliano Ferrara epitaffia Boffa, direttore di «un giornale cattolico che si poteva leggere. Che si doveva leggere»:

Entra in una beata clandestinità per aver portato alla luce, con toni pungenti ma senza l’accanimento morale rimproveratogli, l’acrimonia di una parte consistente del mondo delle diocesi verso la vita licenziosa di un primo ministro sotto assalto, che ha deciso di rotolarsi nel fango sui suoi nemici.

[Il Foglio]