Archive for the 'architettura' Category

All’improvviso uno sconosciuto

Il Pritzker di quest’anno è Peter Zumthor, uno svizzero piuttosto minimalista che per Time «sta alla storia dell’architettura come Samuel Beckett sta a quella della letteratura». Quindi, direi che il titolo di questo post parla solo per me.

[Pritzker - Time]

Transformers

Quando avevo sentito del Prada Transformer Building di Seoul non avevo mica capito che si trasformava così. [godshell - PTB via Kottke]

La bufala delle panchine razziste

Oggi un trafiletto del Corriere della Sera, a corredo della notizia dell’arresto dei quattro disgraziati che hanno dato fuoco a un uomo, titola: “Mini panchine per non far dormire i senzatetto”. La cosa succede a Lecco. L’autore del pezzo documenta con perizia le nuove pensiline alle fermate dei bus:

Sono d’acciaio e non più di legno, lo spazio per sedersi si è ristretto: solo 30 centimetri di larghezza e un metro di lunghezza (…) I viaggiatori dei mezzi pubblici le bocciano (…) ma hanno il vantaggio che è impossibile sdraiarsi. Obiettivo raggiunto per il sindaco leghista e per l’azienda di trasporto pubblico locale, Linee Lecco, che così possono tenere lontani senzatetto e immigrati.

Allora, prima che cominci la tiritera sull’Italia razzista ecc… ecc… vi dico subito che in tutte le città si costruiscono panchine per le fermate dei mezzi pubblici che rendano difficili sdraiarsi (e appoggiare oggetti e immondizia). È così che i committenti le vogliono, anche perché perché le pensiline vengono finanziate con la pubblicità che ospitano (c’entra l’immagine). E comunque, senza scomodare il sindaco leghista di Lecco, panchine così sono state fatte – da anni – anche nelle città più democratiche del Pianeta: cioè Roma gestione Veltroni e San Francisco.

[Corriere della Sera]

E infatti l’università italiana è in crisi

Diamine… Il miglior edificio del 2008, anzi il World Building of the Year, è la nuova Bocconi di Milano. [Cnn]

Avranno cambiato le lenzuola?

Quelli che ricavano alberghi in posti impensabili come carceri, fabbriche di scarpe, chiese sconsacrate, galere turche. Questo qui sopra era un istituto penitenziario di Boston, ora è il Liberty Hotel. [Portfolio]

Le fondamenta della retorica

Cambiano le giunte, continuano le polemiche romane sul progetto delle torri di Renzo Piano (soprattutto adesso che a Alemanno gli toccano l’Eur, neanche l’avesse tirato su lui). Certo, è dura non dare ragione all’architetto:

L’oggetto del contendere in Italia conta poco, è un mero pretesto ideologico. La verità è che il Paese ha paura di qualsiasi novità. Nel mio campo c’è una fobia dell’architettura contemporanea che non vedo in nessun’altra parte del mondo. [...] La retorica è la tomba di tutto, dell’architettura come di ogni altra attività.

[Repubblica]

Piramide da paura

Ora mi vado a leggere le tre pagine sul boom del Louvre e sul suo “visionary” direttore Henri Loyrette.

Time

Rexpo Piano

L’intervista in cui il giornalista del Corriere cerca di far dire a Renzo Piano che l’Expo di Milano sarà  una baracconata per palazzinari, ma non ci riesce (cioè, ci riesce solo perché il titolo, alla fine, lo fanno a via Solferino).

Il tema è una bella intuizione: nutrire il pianeta. Una sfida che tocca la fragilità  della terra, l’ambiente, la guerra alle povertà . È la questione giusta. Milano può farne una bandiera. Io spero che da qui al 2015 la retorica non si mangi la verità e l’ingordigia i soldi.

Corriere.it

Il futuro dei giornali? Pezzi da museo

NewmuseumTra cinque giorni apre a Washington il Newseum, il museo interattivo delle notizie. Un mega palazzone di sette piani, pieno di storia del giornalismo, che parte dal Primo emendamento e arriva a esporre le pantofole indossate da Wonkette mentre postava ai tempi di Bush vs Kerry. Sul sito del museo, tra l’altro, sembra che ci sia una galleria delle prime pagine dei giornali del giorno (che, insomma, se non hai fatto in tempo a leggere il Gadsen Times o l’East Valley Tribune, fa comodo).

Newseum

Alla faccia dello scafandro

Ecco Palazzo Chupi, la casetta che Julian Schnabel si è fatto a sua immagine e somiglianza. Nel Village. “Chupi” è il nomignolo di sua moglie.

Vanity Fair Usa