Una cosa seria fatta per gioco
È tempo di Post sotto l’albero.
[Squonk]
Il Foglio ha invitato i blogger – che non esistono – a scrivere un post sulla coscienza e a rispondere alla domanda: che cosa c’è dentro di me? Comincia Keplero.
[Il Foglio.it]
Si sta cominciando a parlare del disegno di legge “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali” (qui il pdf). Che ha degli effetti non solo sui criminali veri e/o presunti, e i metodi di indagine, ma anche su chi scrive sul web (testate giornalistiche incluse). Siccome, larga adesione o meno, tra qualche giorno leggeremo comunque sui giornali che i blog stanno scioperando contro queste norme (la proposta di un gesto forte è di Alessandro Gilioli, il logo è di Ptwg) tanto vale ragionarci su. Io ho cominciato da Gaspar:
Allora, se passa una roba simile, io comincio a mandare richieste di rettifica a raffica a tutti i siti web che mi capitano sott’occhio, con particolare accanimento nei confronti dei siti delle società telefoniche e delle maggiori aziende italiane, ogni volta che trovo una tariffa mal presentata, un prodotto ingannevolmente decantato, ma anche una data sbagliata e una virgola fuori posto.
[Camera.it - Piovono Rane - Paul the wine guy - Gaspar Torriero]
Vittorio Zucconi sospende il suo blog e dà degli scarafaggi a certi suoi commentatori perché «la libertà di opinione e di espressione è una cosa troppo importante per essere affidata all’autogestione di chi non è capace di gestire neppure sè stesso (sic*) e non sa fare altro che scriversi sulle scarpe».
*su questa regola ognuno dice la sua, quindi vedete voi se tollerare o no l’accento (che comunque non è quello grave).
[Repubblica.it - accademia della crusca]
Dicono che La Stampa online ha scambiato la rubrica del Guardian sulle finte email di Obama per una corrispondenza vera. [Cattiva Maestra - La Stampa - The Guardian]
Format destinati ad avere scarsa fortuna che mi sono passati per la testa di recente:
Non ho trovato il tempo per segnalare anch’io la curiosa vicenda di Davide Rossi, il tizio che si scaglia contro internet e poi dalla rete viene riscoperto come paninaro (vabbè, è una sintesi un po’ estrema). Comunque, oggi è apparso un suo commento da Mantellini, il che mi pare una cosa positiva: dal giudizio secco si passa al dialogo. Aggiungo solo che, tra poco, esce in italiano, col titolo “Dilettanti.com”, il discusso libro di Andrew Keen “The cult of amateur”, che non è che dica cose molto diverse da quelle di Rossi, però una lettura la meriterebbe lo stesso.
[YouTube - Il Giornale - Manteblog - Panorama]
Al grido di largo ai ggiovani, Brodo saluta e ci abbandona (come uno Uòlter qualsiasi). Facciamo che io non ci credo. [Brodo Primordiale]