ago
19
Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci.
E, purtroppo, il pensiero corre agli eventi passati, all’editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? Non c’è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore.
Si potrebbero dire tante, oggi, cose sul mea culpa di Filippo Rossi su Farefuturo ecc…, ma al momento me ne viene in mente una sola: fa un po’ tenerezza che tutta questa sofferta analisi politica nasca da quel cavolo di appartamento a Montecarlo.
[Farefuturo webmagazine]
giu
04
Tre pensierini su Steve Jobs vs. “a nation of bloggers”.
- Dire “non voglio che ci trasformiamo in una nazione di blogger” può significare tante cose. Se Jobs intendeva criticare il sensazionalismo, l’indignazione permanente e, talvolta, l’assenza di verifiche che accompagnano certe modalità di comunicazione via internet, ha anche ragione: ma la stessa obiezione potrebbe essere fatta anche ai cosiddetti “media tradizionali” che oggi, per inseguire la velocità del web o aumentare la propria popolarità, spesso commettono i medesimi errori.
- La verità è che con internet aumenta la mole d’informazioni a nostra disposizione, quindi cresce ancora di più il bisogno di selezione e di verifica: è sempre stato quello uno dei compiti dei media (e la gente ha sempre pagato per avere questo servizio). L’altro è cercare notizie e raccontare storie e la Rete da questo punto di vista è una ricchezza (basti pensare a siti come wikileaks, dove arrivano documenti e scoop che non trovano spazio altrove).
- Comunque i blogger e i blog non sono da sottovalutare. Soprattutto in paesi dove la libertà di esprimersi, o solo di raccontare il proprio paese, è inesistente o molto limitata. Penso a Yoani Sánchez a Cuba o a Salam Pax, in Iraq, qualche anno fa.
Sullo stesso tema anche Massimo Adinolfi, Michele Boroni, Paolo Ferrandi, Mauro Garofalo, Alberto Simoni e Carlo Stagnaro.
[Il Foglio.it - NY Observer]
mag
28
Noi di Repubblica siamo sbarcati con voi su un pianeta nuovo e l’orizzonte è emozionante e infinito. Guardate come sa essere ironica e dispettosa la storia: nel momento in cui in Italia si cerca di imbavagliare linformazione, il nostro giornale atterra per primo su un pianeta di pochi centimetri quadrati dove la libertà è senza limiti.
Il grandissimo aedo Vittorio Zucconi a proposito dell’iPad che arriva oggi in Italia. Anche se andrebbe fatto notare che quella “libertà senza limiti”, per come la intende Apple finora, è in realtà il peggior difetto dell’iPad. [Repubblica]
apr
20
Il Post di Luca si presenta davvero bene. Sarà che preferisco la selezione umana agli aggregatori e la mediazione onesta ai titoloni. Accorri numeroso. [Il Post]
mar
04
Dopo aver scritto “Dio non è grande“, e aver risolto così la questione, Christopher Hitchens ora rivede anche i Dieci Comandamenti. [Vanity Fair Usa]
nov
29
Primo: questo qui è un libro fotografico meraviglioso. E ve lo dice uno che il mal d’Africa non l’ha avuto mai. Secondo: Mauro Querci quella roba lì ce l’ha, per questo ha messo il suo nome su “Certe Afriche. Storie e geografie di un amore“. Sono le sue foto, pellicole impastate, panoramiche incantate, didascalie di una grande passione. Il libro è autoprodotto, molto ben impaginato, costa poco più dell’ultimo McCarthy (e di fatica, forse, ne è costato altrettanta), i soldi vanno a finanziare un progetto in Sud Sudan della Onlus Cefa. Per comprarlo, dato che è anche un ottimo regalo, si può cercare in giro o chiedere direttamente all’autore. Come dice bene qualcuno: “Accorri numeroso”.
ott
19
Quest’uomo è un genio.
[Diderot - Alta Società generator - via EmmeBi]
ott
16
Ci regala un’altra stranezza: guardatelo seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e… calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare.
Spero che la giornalista Annalisa Spinoso, cui hanno fatto doppiare il servizio avvelenato sui calzini del magistrato Mesiano, abbia cambiato in tempo numero di cellulare.
Update:
Mi stupisco anche io quando penso che da sei anni ho sempre la stessa idea: fare la giornalista. Amo la satira, in tv poi è il massimo. Ecco perché lavorare per Striscia la notizia o Le Iene è un sogno che intendo realizzare.
Be’, Antonio Ricci, al momento non sembra possibilista… In bocca al lupo.
[Ateneonline - Repubblica - Excite - Corriere]
ott
04
Mentana alla Gazzetta? Sarà stato Ferrandi?
Update: Chicco smentisce.
[Dagospia - Paferrobyday]