E poi lo chiamano Villaggio Globale
Caspita. Nella lista delle 100 persone che nel mondo influenzano le nostre vite secondo Time non c’è nessun Francesco Marini.
Caspita. Nella lista delle 100 persone che nel mondo influenzano le nostre vite secondo Time non c’è nessun Francesco Marini.
Nove cose curiose e decisamente idiote che si possono fare in un aeroporto (specialmente americano):
I 25 simboli del design britannico, si vota per il migliore: in lista Sgt. Pepper e i bus rossi a due piani, le cabine telefoniche e la pianta del metrò di Londra, la minigonna e il font Verdana, il logo della Penguin e la Mini.
Tempo di Bloggies Awards, una delle tante competizioni Oscar style riservate ai blog. Di solito è una cosa che serve più a conoscere nuovi siti che non a scegliere effettivamente i migliori… ma tant’è. Segue parziale dichiarazione di voto accompagnata anche da qualche motivazione.
Migliore applicazione: WordPress, in fondo anche Leibniz è passato a Wp da qualche tempo.
Miglior blog australiano: Information Aesthetics.
Asiatico: Simon World, da Hong Kong.
Africano o Medio-Orientale: quello più sponsorizzato è Baghdad Burning, ma qui si resta affezionati alla Tunisia di Subzero Blue.
Europeo: non ci sono italiani, nemmeno Beppe Grillo, voto a Vitriolica Webb’s Ite.
Britannico: è passato il tempo del Londonist, ora uno dei più vivaci è Gaping Void (che infatti ha diverse nominations).
America Latina: voto a Motel de Moka.
Canada: perché esiste una categoria a parte per il Canada?! (votato Chromewaves, per via degli Mp3)
Usa: passato il tempo della politica, fa la voce grossa un blog dedicato allo stile delle star, Go fug yourself.
Best Tagline: in passato c’era di meglio, adesso voto convinto a Joshuaink (“More love than a bus full of hippies”).
Miglior Podcast: sentito poco, ma quello di Moby merita per la buona volontà (sennò ci resta Max Pezzali).
Poi ci sono tante altre categorie, ma è lunga scrivere tutto. Comunque un voto se lo meritano Overheard in NY (blog sulle conversazioni “rubate” nei luoghi pubblici), Boing Boing (imprescindibile, ogni anno candidato naturale a blog dell’anno), Digg (altrettanto imprescindibile) e il buon Joshua Micah Marshall nella categoria “premio alla carriera” (ha un famosissimo blog iper-liberal, lui è il tipico “blogger che ci crede”).
I classici non tramontano mai: le case più lussuose selezionate da Forbes (stava anche su Repubblica)
I libri più bloggati da 5 mila blog selezionati dal New York Times.
Dicono in certi ambienti che il vero giornale da seguire se si vuole capire la moda sia Drapers. Che per la fine dell’anno ha compilato la lista delle 100 “persone” più influenti nel mondo della moda (qui in pdf).
Dieci cose assai alternative da fare a Natale invece di perdersi nella solita bolgia del Christmas-spree.