Archive for the 'politica' Category

Da Empoli a Firenze…

…sono circa 50 chilometri. Invece, il nuovo assessore fiorentino alla Cultura, qualche tempo fa scriveva cose così:

L’idea che il patrimonio culturale italiano sia una specie di risorsa naturale, da smerciare al miglior acquirente, porta dritta dritta alla venezianizzazione del Paese. [...]

La prima cosa da fare, quindi, consiste nel modificare la nostra concezione di politica culturale. Per rivitalizzare la cultura italiana, e per metterla in condizione di svolgere la funzione strategica che le è propria, dobbiamo smetterla di ragionare in termini burocratici.

In bocca al lupo. [Repubblica]

A Mino Reitano sarebbe piaciuto

Il nuovo logo per sviluppare il turismo in Italia. Seguono esempi in hotlinking di loghi e luoghi che hanno a che fare con la promozione turistica:


[Governo.it]

Chiamavasi posizione prudente

Scriveva stamattina Giuliano Ferrara:

Fossi al posto di Minzolini, invece di eludere la questione, il che è sbagliato e non regge, io farei una controcampagna informativa, nel senso di dare le notizie e sottolinearne la povertà dal punto di vista dell’interesse giornalistico non tabloid, e Dio solo sa se il Tg1 non è e non deve diventare un Tg tabloid. Spiegherei la differenza tra una notizia politica e un pettegolezzo, tra la critica e la denigrazione sistematica, tra un’accusa e una insinuazione: farei cioè il dizionario mediatico della campagna, contrastandone il carattere suggestivo e diffamatorio. Forse è più efficace, da un punto di vista di Palazzo, la mera elusione del tema, ma appunto non regge: e il Tg1 non può permettersi buchi colossali. La notizia dunque è: continua la campagna scandalistica sul premier, seguono approfondimenti.

Ecco, il direttore del Tg1, non è che abbia aspettato molto a dargli retta, per quello che può. [Il Foglio - YouTube]

Omo de Pansa, omo de sostanza

Giampaolo Pansa sul Riformista chiede a Berlusconi di dimettersi con argomenti di buon senso e una certa apprezzabile sintesi che molti a sinistra potrebbero prendere a modello.

[Il Riformista - via Altri Mondi]

Autoerotismo ai massimi livelli

Tutta la mia solidarietà a Vittorio Zucconi che ha dovuto riempire mezza pagina di Repubblica di parole per dimostrare che l’incontro tra Berlusconi e Obama, insomma, è stato un po’ una merda. Un “non evento formale”, un “non appuntamento tenuto dagli americani al minimo della temperatura diplomatica”. Tutto quello che è stato discusso era un “carrello di lessi riscaldati”. Particolarmente apprezzabile questo passaggio:

Obama ha il potere di intimidire gli interlocutori, di far sentire a loro, dietro la facciata cordiale, la distanza di un’intelligenza, e di un’abilità, taglienti. [...] mormora chi era presente al dialogo – era lui [Berlusconi] in una posizione dove la parlantina, frenata dall’interpretazione della lingua, lo charme, l’arte della seduzione non servivano e dunque lo mettevano in minoranza.

[Repubblica - via Rassegna stampa Camera]

L’Iran funesta

Forse Ahmadi­nejad il pazzo avrebbe vinto le elezioni anche senza i discorsi “volemose bene” di Obama. Tant’è… ma oggi lo sconfitto politico è lui. Franco Venturini:

Per cominciare è opportuno, ora che conosciamo il nome del vincitore, identificare quel­lo del vero perdente. Che non si chiama Hossein Mousavi, bensì Barack Obama. Il presi­dente statunitense, con una scelta a nostro avviso giusta do­po il troppo tempo perso dal­l’incomunicabilità bushiana, ha offerto a Teheran un dialo­go senza precondizioni finaliz­zato al superamento della que­stione nucleare. Il messaggio è stato indirizzato al presidente in carica Ahmadinejad e alla «guida suprema» Khamenei. Ma è evidente che la Casa Bian­ca, pur facendo attenzione a non interferire nella vicenda elettorale iraniana, sperava che dalle urne uscisse un segno di discontinuità. Sperava di avere per contro­parte una persona diversa da Ahmadinejad, magari dura, ma­gari anch’essa favorevole al pro­getto nucleare, ma non mac­chiata dalla negazione dell’Olo­causto e dalle minacce all’esi­stenza dello Stato di Israele. Una persona con la quale fosse più agevole, anche e soprattut­to sul fronte interno america­no, avviare il negoziato appena messo in cantiere. Ora questa speranza è svanita.

E, ancora prima, Christian Rocca:

Se mi chiamassi Gad Lerner sosterrei che il discorso del Cairo ha convinto gli iraniani che da Obama potranno ottenere tutto quello che vogliono, a cominciare dal nucleare, e che non è il caso di mollare, proprio adesso che gli americani aprono le porte.

[Big Picture - Corriere della Sera - Camillo - Scribd]

Il tizio con il topolanek di fuori

Le mitiche foto di Villa Certosa pubblicate e superpixelate dal Pais. Il titolo è merito di Daveblog [El Pais]

Cinque pound per l’acqua del Tamigi

Il file di Google Docs con le spese dei ministri ombra inglesi aggiornate ogni cinque minuti è una cosa impensabile qui. E anche un po’ terrificante, ma sarà perché somiglia molto alla nota spese dei conti di casa mia.

[Conservatives]

@sindaco li pulìmo o no ‘sti marciapiedi a Mission?

Gavin Newsom, sindaco di San Francisco e aspirante successore di Schwarzenegger come governatore della California, s’è inventato SF311, un servizio di comunicazione tra i cittadini e il Comune. Tutto via Twitter. [sfgov]

Meantime, Oltremanica…

Queste sono state settimane critiche per la nostra democrazia. Una serie di rivelazioni e accuse. Ci sono state scuse. Soldi ridati indietro. Carriere finite. Il presidente della Camera si è dimesso. Le riforme sono state accelerate.

Ecco, diciamo che dopo tutte le storie sulla “casta” italiana, ormai un bel po’ di tempo fa, sarebbe stato il caso che qualcuno avesse parlato come il conservatore David Cameron ha appena fatto in Gran Bretagna dopo lo scandalo dei rimborsi ai parlamentari. Oppure, se preferite gli ultimi eventi casoriani, qualcuno, chissà, un giorno potrebbe anche riscrivere tutto così:

Queste sono state settimane critiche per la nostra democrazia. Una serie di rivelazioni e accuse. Ci sono state scuse. Regali ridati indietro. Carriere finite. Il presidente del Consiglio si è dimesso. Il processo delle riforme è ripartito.

[The Conservative Party]